Farfalla

Non mi ricordo se ne ho mai parlato qui del protocollo Farfalla, della trattativa insanguinata di sicuro si, oggi esce un articolo molto interessante sul fatto quotidiano, non molti saranno in grado di capirlo, di capirne la reale portata, ma io lo ritaglio e lo metto qui, perchè mi serve a cercare la risposta ad una domanda che mi faccio da molto tempo: chi é Giovanni Tinebra?……responsabile dell’inchiesta sulla strage di Capaci prima e Via D’Amelio poi, è colui che gestisce il falso pentito Scarantino, fatto ciò se ne va a capo del Dap (dipartimento penitenziario) e si occupa di detenuti al 41 bis, figura oscura, mai tirata in ballo in questi anni, ma sempre presente nell’ombra, un faro su di lui aprirebbe molti scenari, qualora mai si decidesse a raccontare la verità. L’articolo è del Fatto Quotidiano a firma Pipitone, grandissimo giornalista di cronaca siciliano.

C’è il verbale dell’ex capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino, e quello super riservato del pentito Sergio Flamia, le intercettazioni in carcere di Totò Riina eAlberto Lorusso e la deposizione in aula dell’ex dirigente Dap Sebastiano Ardita. Tutti elementi raccolti nell’ambito dell’indagine sulla Trattativa Stato – mafia, e che adesso vanno a comporre un nuovo fascicolo: la procura di Palermo ha infatti un’inchiesta sul cosiddetto Protocollo Farfalla, l’accordo segreto stipulato tra i servizi segreti e l’amministrazione penitenziaria per gestire il flusso d’informazioni proveniente dai penitenziari di massima sicurezza.

Nel 2004, quando a capo del Sisde c’era Mario Mori e ai vertici del Dap sedeva Gianni Tinebra, gli 007 avrebbero siglato un vero e proprio patto scritto coi vertici del Dap, per avere accesso esclusivo ai detenuti in regime di 41 bis. Rapporti borderline tra le barbe finte dell’intelligence e le carceri italiane, che sarebbero continuati anche dopo il 2007, quando, come documentato anche dalla Commissione Parlamentare Antimafia, vengono emanate nuove norme per meglio regolamentare quanto previsto dal Protocollo Farfalla. Il primo a farne cenno in un’aula di tribunale era stato il pmSebastiano Ardita, deponendo come teste al processo di primo grado per la mancata cattura diBernardo Provenzano. Ora sull’argomento è tornato anche Giovanni Tamburino, a capo del Dap fino al maggio scorso. Sentito dai pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Vittorio Teresi, Tamburino ha raccontato di “non potere escludere” l’esistenza del protocollo, aggiungendo anche di aver ricevuto da parte dei servizi segreti la richiesta d’informazioni dettagliate su “due o tre detenuti”. Uno di questi è Rosario Pio Cattafi , il boss di Barcellona Pozza di Gotto, che qualcuno chiamava “Sariddu dei Servizi Segreti”, e autore di alcune dichiarazioni davanti ai pm inerenti all’inchiesta sul patto segreto tra mafia e istituzioni.

Agli atti dell’inchiesta ci sono però anche i verbali di Sergio Flamia, il pentito di Bagheria, autore a fine 2013 di alcune dichiarazioni che alleggeriscono la credibilità di Luigi Ilardo, il boss che nel 1995 voleva portare i carabinieri nel casale di Mezzojuso dove si nascondeva Provenzano, poi assassinato poco prima di diventare formalmente un collaboratore di giustizia. Flamia, prima di mettere a verbale le dichiarazioni che screditano Ilardo, era stato intercettato mentre ripercorreva le fasi di una sua presunta collaborazione con i Servizi. È per questo che i pm sospettano un’infiltrazione dell’intelligence per manipolare le dichiarazioni di Flamia: il pentito bagherese, in alcuni verbali top secret, ha raccontato di aver ricevuto in carcere visite di alcuni agenti dei servizi anche dopo l’inizio della sua collaborazione coi magistrati. Continue reading ‘Farfalla’

Oggi

Lo chiamano il “blocco del foglio bianco”, lo chiamano “il silenzio delle parole”, forse non c’è niente da ricordare in questo momento, niente da conservare, solo parole “vecchie” e “vecchie” canzoni.

Oggi 3 Luglio

Oggi la canzone è di Ligabue, è il giorno della memoria

è il giorno dell’anno più malinconico di tutti, quello delle immagini nitide che non sbiadiscono con il tempo

meno male che non hai visto tutti questi centri “bet”!

ancora un altro

insegnano questo ai nostri figli: a scommettere su degli eventi indipendenti dalla loro volontà, non a scommettere sul loro futuro che dipende solo da loro, dalla loro voglia, dal loro impegno, dalle loro capacità, gli insegnano a fare scommesse “istantanee”, anche se quel calciatore segnerà in quel minuto, o morderà quell’avversario, non a scommettere guardando lontano su loro stessi.

Sembra un gioco di parole invece è diventata filosofia generazionale, un modo di vivere, a scuola sequestro più scommesse dei centri bet di quanti compiti riesca a far fare ai miei studenti, i quali, inconsapevoli, non capiscono che li stanno prendendo in giro, che un giorno li daranno senza coperture in pasto al mondo perchè diventino carne da macello e da statistiche da rabbrividire

E’ scomparsa ogni prospettiva, tutto troppo piatto, troppo veloce.

Ora la canzone e una preghiera

La barca è in secca, arenata dalla mancanza di ispirazione

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Sursum corda

Scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole……………………”è questo, solo questo quello che vedete, allora voi non mi vedete, non potete vedermi”!………………….siccome della fatal quiete tu sei l’immago…………………………e questa siepe che da tanta parte de l’ultimo orizzonte il guardo esclude…………………c’è stato un tempo un cui ci sono passato sopra senza fermarmi, perchè non ne valeva la pena, e l’ho rimpianto solo nel momento in cui ho capito, che mi erano rimaste dentro, che saranno dentro di me per sempre, che le ricorderò sempre a memoria.

C’è stato un tempo in cui ho pensato che avrei potuto scriverle io, che ne ero capace, con quell’oscura profondità, quella che risuona in fondo alla gola, e un tempo in cui avrei dato una mano per esserne capace, il tempo in cui ho capito che ognuno nasce con un compito, con un destino, con un talento, il mio è sognare di continuo di essere capace di fare una cosa, una qualunque, vivendo nell’ansia costante di non riuscirci, per poi riuscirci, e scoprire che non era difficile, per non essere mai davvero felice, mai fino in fondo.

Scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole………..non ho mediato stasera, niente correzioni, non ho pulito una virgola, una traccia, ho lasciato che il disegno venisse fuori così come mi ronza in mente.

Mi sento sconfitto, a parole sarei capace di consolare, guarire, capire, dare tutto me stesso, nella realtà non posso nulla, e questo mi rende inquieto, ma sono un pirata indomito, molti si arrendono quando capiscono di aver fatto tutto il possibile, io mai, mi è davvero impossibile, la resa non è concepibile, ho sempre e solo giocato per vincere, e quando ho perso è stato molto doloroso.

Scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole, scrivi due parole….due parole…………..SURSUM CORDA

1° Maggio

Mi ricordo le scampagnate e le cassette di fave comprate negli orti sull’Appia Antica

mi ricordo le bandiere rosse e l’internazionale

mi ricordo mio padre che mi spiega quale conquista e quali conquiste ci siano dietro questa data

oggi non c’è più niente da festeggiare

non c’è lavoro

non ci sono più le bandiere rosse

i supermercati sono aperti

è solo un giorno come gli altri

c’è chi vota Renzi, c’è chi dice “i miei operai”

gente che quelle bandiere le porta nel sangue

mischiate con un cammino tortuoso fatto di sconfitte

rese

speranze

Domani appendo la bandiera rossa al pennone………………..

Oggi che soffrite

Arriva il giorno in cui fai i conti con il dolore degli altri, delle persone a cui vuoi bene, cerchi di capire se c’è una scala, perchè alcuni dolori ti fanno soffrire di più ed altri di meno, ti senti cinico, spietato.

Ma è l’arte di essere un pirata, di cuore e di parole, trattare con allarmante semplicità le cose che ci distruggono, far sembrare importanti le cose che non lo sono, lanciare una provocazione solo per vedere la reazione, mescolare le carte, alzare una nebbia così fitta che vi impedisce di vedere oltre.

Tutto per coprire e coprirmi, perchè il cuore di un capitano deve essere pieno ma sembrare vuoto, la sua mente contorta ma di razionale semplicità, il suo animo libero soprattutto quando è perennemente inquieto.

Il capitano deve essere guardingo, attento a quel gesto, quello che non si vede, quella nuvola lontana sull’orizzonte, che nessuno vede e che nasconde una tremenda tempesta, che per il solo fatto di essere Jack, devo vedere prima, sempre un attimo prima.

E riempirmi di sensi di colpa per non essere arrivato in tempo, con la sensazione di non essere mai in tempo, che il tempo passi e io sia fermo a scrutare l’orizzonte per vedere quella nuvola, cercare quella parola.

Quella parola è là, è sempre la, speranza, c’è chi dice che sia più importante della Fede e della Carità, è una parola molto laica, avvolta nel mito, è il nome che darò alla mia prossima barca, o alla mia prossima bambina.

Non perdete la speranza.